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Paz diceva di aver creduto di essere un genio, ma di essersi accorto di essere solo un fesso. Io un fesso mi ci sento spesso.

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26.12.09

Incanto

Ha labbra stupite come un'alba
chi ancora di poesia s'innamora,
una bellezza che tutt'ora mi turba
mentre del mondo il quadro scolora.
Inattesa neve copre il fango
coi tratti d'una purezza d'aurora,
e sfuma l'amaro che non rimpiango
in stretta bianca dolce di salive.
Incredulo a mirare rimango
l'impastarsi di carezze sorgive,
senza più bisogno d'alcun motivo
per respirare soprendenti rive.

22.12.09

Menage

Giostra di figuranti agghindati
di malaccorti abiti da festa,
quel che resta di copioni contorti
recitano tra sipari strappati.

Quanto male ci scambiam a vicenda
con le sembianze d'un finto amore,
con il colore delle condoglianze
che mascherano finzione orrenda.

17.12.09

Sonetto inutile

Son inutili le poesie d'amore
incapaci di colmare i miei vuoti
di smuovere i tuoi sguardi immoti
abbagliati d'uno stesso dolore.

Lapidi erette senza rumore
per raccontar l'illudersi d'idioti
lo sgretolarsi di sogni remoti
che c'innamoraron sol con l'odore.

Romantiche scomode immagini
che non han saputo darvi l'ebbrezza
da vuoto di bottiglia che bramate.

Sorgenti da me spesso ricercate
che sole san cogliere l'interezza
d'un sentire dolci le vertigini.

16.12.09

Nuga

Amo di te ciò che non mi darai mai:
la montagna quando sarò ruscello,
il tronco radicato che non sarai
quando mi chiamerò fuscello.

Di te amo quello che non sarò mai:
petali abbandonati al vento,
un fluttuare che talvolta bramai
quando il respiro fioriva a stento.

1.12.09

Sulla strada di Pacha

Precipitare insonne di bombe
deflagrazioni con grida bambine
odore acre di colla e tombe
l'incidere verso triste la fine.
Nel lasciarci raccontare la vita
in danza s'un campo di mine
da un tetra reclame sbiadita
dalla vita abbiamo abdicato.
Non più la dolce speranza sopita
a dormir muta nel campo arato
ma corpi stanchi d'uomo illuso
che lieti non fioriranno al prato.
Il prenditore come un intruso
tra le albe d'un baratro ingordo
nella segale fronteggia l'abuso
su vite fresche senz'altro ricordo.
Strada abbraccia i figli suoi tutti
che si ornano d'un dolore sordo,
fotografie d'invisibili lutti
che sorridono del mondo sul fondo.

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Suggestioni, immagini, ricordi. La reazione a questo porta alla poesia, come ad un'esigenza. Quando inizia lo spettacolo teatrale? Quando finisce? E se questo inizio e questa fine fossero così sfumati da risultare irriconoscibili, e lo stesso spettacolo entrasse a far parte del tuo quotidiano, come un foglia che cade e galleggia sul corso d'un fiume? Un ringraziamento profondo a Gigi Gherzi ed alla Compagnia del Teatro dell'Argine.