deflagrazioni con grida bambine
odore acre di colla e tombe
l'incidere verso triste la fine.
Nel lasciarci raccontare la vita
in danza s'un campo di mine
da un tetra reclame sbiadita
dalla vita abbiamo abdicato.
Non più la dolce speranza sopita
a dormir muta nel campo arato
ma corpi stanchi d'uomo illuso
che lieti non fioriranno al prato.
Il prenditore come un intruso
tra le albe d'un baratro ingordo
nella segale fronteggia l'abuso
su vite fresche senz'altro ricordo.
Strada abbraccia i figli suoi tutti
che si ornano d'un dolore sordo,
fotografie d'invisibili lutti
che sorridono del mondo sul fondo.
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Suggestioni, immagini, ricordi. La reazione a questo porta alla poesia, come ad un'esigenza. Quando inizia lo spettacolo teatrale? Quando finisce? E se questo inizio e questa fine fossero così sfumati da risultare irriconoscibili, e lo stesso spettacolo entrasse a far parte del tuo quotidiano, come un foglia che cade e galleggia sul corso d'un fiume? Un ringraziamento profondo a Gigi Gherzi ed alla Compagnia del Teatro dell'Argine.




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